Motorock

Quando si tratta di organizzare un motoraduno si devono tenere in considerazione molti fattori. Valutare in base agli anni precedenti quanti ingressi potranno esserci, stabilire quindi se la location è ancora adatta alle proprie esigenze, se lo è, si passa alla fase organizzativa. Prima di tutto si fa in modo di esplicare tutte le parti burocratiche divincolandosi tra permessi, concessioni, firme, lunghe attese, nervosismi vari, poi si passa alla vera e propria organizzazione "fisica" del raduno. Bisogna pensare agli stand, al palco, alle rock band, alle spine (quindi alla fornitura della birra), alle cucine, ai bagni chimici, alle transenne, alla sicurezza, alla presenza dell'ambulanza (in certi casi anche di un mezzo dei vigili del fuoco). Molto dipende anche dall'aera in cui si organizza l'evento, se è o meno fornita di corrente elettrica, acqua potabile, se è già transennata, perché se non lo è bisogna pensare anche a quello. Insomma, non è affatto semplice come si potrebbe pensare. Spesso arriviamo a un motoraduno e non ci rendiamo conto di quanto lavoro ci sia dietro, che spesso si protrae per mesi; quanti sforzi e quanto impegno (anche in termini economici) ci mettono i ragazzi di un Club per mettere in piedi quella festa che nell'arco di due o tre giorni inizia e finisce. La buona riuscita di un motoraduno non è però affidata solo alla buona organizzazione; poco importa se il cibo è vario e gustoso, poco importa se la birra spinata è di ottima scelta, poco importa se le band che suonano sono in gamba e capaci di intrattenere vivacemente il pubblico, poco importa se avremo a nostra disposizione acqua corrente, docce e un'aera attrezzata per il camping, tutto questo può essere vanificato da un fattore che nessuno di noi è in grado di controllare o in qualche modo gestire: è il fattore meteorologico. E' sufficiente una perturbazione molto vasta che tutto l'impegno per mettere in piedi un buon raduno va a finire a quel paese. Ed è il caso dei ragazzi del Custom Cremona MC, giunti alla loro diciannovesima edizione dell'ormai conosciutissimo Motorock. Nel periodo antecedente il meeting tutto il nord Italia era costantemente sotto assedio da parte delle condizioni meteo sfavorevoli, temporali e rovesci d'acqua ovunque, il maltempo non ha voluto lasciare una tregua nemmeno nel week end tra il 16 e il 18 Maggio, giorni in cui si è svolto il motoraduno. Purtroppo quella perturbazione bastarda non lasciava molte vie di scampo. Non era semplicemente quel cielo un po' coperto che comunque permetteva la speranza di qualche spiraglio di sole, era proprio acqua, ancora acqua e acqua! Andare al Motorock voleva dire sicuramente fare la strada sotto l'acqua, piantare la tenda sotto l'acqua e probabilmente anche vivere il raduno sotto l'acqua. Il pensiero della maggior parte dei motociclisti è stato quindi uno solo "Quest'anno non vado". Come biasimarli. Di fatti, una volta varcato l'ingresso del raduno, ci si è trovati di fronte a uno scenario che metteva malinconia. Tutte le migliaia di persone, di tende, di moto, alle quali siamo stati abituati negli anni precedenti, non c'erano. Al loro posto, spazi vuoti e pozzanghere. Ora, non si pensi che per questo il raduno fosse vuoto, anzi. Proprio considerando il tempo, ingressi ce ne sono stati eccome, molti più di quelli che farebbe un "piccolo evento" in un week end di sole. Certo, c'erano gli "irriducibili", quei Bikers che con il sole o con l'acqua non rinunciano alla propria moto e soprattutto non rinunciano a ritrovare vecchi amici di altre città, non rinunciano a fare festa assieme, perché nonostante la pioggia, la festa può esserci e la festa c'è stata! Probabilmente, per i ragazzi del Custom Cremona MC, quei ragazzi che ci hanno messo tutto il loro impegno e le loro forze, quei ragazzi che hanno comunque accolto tutti con un sorriso e con amicizia, hanno avuto la loro piccola soddisfazione proprio nel veder varcare l'ingresso da parte di questi centauri imperterriti, che non curanti del mal tempo hanno voluto comunque essere presenti al Motorock; sicuramente per loro la targhetta e il boccale avuti in omaggio, avranno un sapore diverso da quelli avuti in un "normale" Motorock vissuto sotto il sole. Al tempo non si comanda... speriamo che per il loro ventesimo anniversario voglia farci anche lui un bel regalo facendo splendere il loro sole.

Fabio Ton
Articolo pubblicato su Bikers Life - mese di Luglio anno 2008 pag 48

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