European Bike Week - Faaker See (A)

European Bike Week questo il nome dell'evento motociclistico che negli ultimi nove anni è arrivato ad essere il più grande e il più importante a livello europeo. Come di consuetudine, anche quest'anno la prima settimana di settembre i paesi attorno al lago di Faaker See in Austria, sono stati popolati da migliaia di Bikers provenienti da tutta Europa. Le presenze più numerose, oltre a quelle austriache ovviamente, sono di tedeschi ed italiani, ma si possono vedere anche delle moto con targa francese, inglese, olandese, ungherese, greca e addirittura spagnola. Il meeting, che prende vita in un contesto turistico nella Carinzia, è uno dei più grandi nel nostro continente per durata, partecipazioni, stand e spettacoli, è di fatto anche il più suggestivo e caratteristico per tutte le situazioni che vanno via via a crearsi durante i giorni di festa. In questo temporaneo limbo si ha la possibilità di vivere con la libertà che ogni Bikers sogna, chiaramente avendo riguardo delle leggi del Paese che ci ospita, come ad esempio l'obbligo del casco, guai a non averlo. La presenza della Polizia locale non passava certo inosservata. Negli spostamenti in moto ce li si poteva trovare accanto a bordo delle loro auto bianche con banda rossa recanti la scritta "Polizei", oppure in sella alle loro BMW anch’esse bianche fregiate di rosso, e non era un avvenimento raro incontrare dei posti di blocco, i quali però non facevano “pesare” la loro presenza, anzi gli stessi tutori dell’ordine guardavano divertiti e ammiravano la moltitudine di moto che gli sfilava sotto gli occhi.  Solo in determinate occasioni intervenivano, come ad esempio se qualcuno circolava senza casco o si esibiva in qualche comportamento poco consono alla festa, o che comunque potesse essere rischioso per se stesso e le altre persone presenti. Ad un biker austriaco, conosciuto bevendo una birra, ho chiesto se la Polizia austriaca fosse “cattiva”, lui molto giustamente mi ha dato una risposta sulla quale meditare, ovvero che “la polizia non è cattiva, è solamente giusta”. Proprio per questo motivo si poteva circolare con moto di ogni tipo, preparate e modificate in ogni modo. Bicilindriche americane, custom giapponesi, trike, stradali, naked e vere streetfighter, moto con forcelle lunghissime, altre ancora con scarichi liberi e gomme dalle mastodontiche dimensioni, con o senza specchietti, però tutto a patto che si indossasse il casco (anche quelli che in Italia non sono omologati andavano comunque bene) e che si mantenesse un comportamento stradale attento e rispettoso. Le moto "special" che siamo abituati a vedere in fotografia, nella pagine patinate delle riviste, è normale vedersele passare accanto in tutto il loro splendore, a dimostrazione che non sono solo delle opere inamovibili, come alcune di esse potrebbero far pensare. Una festa per gli occhi, e per qualcuno anche per le orecchie. Ma questo non è che uno dei molteplici aspetti della European Bike Week. La vista e l’udito non sono gli unici sensi ad essere pienamente coinvolti in questo meeting. L’olfatto viene a tratti sollecitato dall’odore del metallo bollente, quando si è immersi nella moltitudine di moto che marciano lungo le vie dei paesi circostanti il lago, per poi essere avvolti dal profumo della natura quando si percorre la strada che attraversa i boschi della verde Carinzia, con il vento sulla faccia e il cuore che batte forte per l’emozione, mentre si effettua tutto il giro attorno al lago di Faaker See, che anche quest’anno per l’occasione si percorreva a senso unico. Proprio questa è la particolarità del meeting austriaco. Nessuna barriera e nessun confine. Per dormire si poteva trovare sistemazione in uno dei campeggi presenti nella zona, oppure (avendo l’accortezza di prenotare con qualche mese di anticipo) in un albergo, in un hotel o in una delle tante abitazioni in affitto. A differenza dei motoraduni ai quali siamo abituati, dove la nostra moto viene parcheggiata e lasciata ferma finché noi motociclisti siamo in giro a bere birra con gli amici e ad ascoltare musica, per poter vivere questo raduno in ogni sua forma e sotto ogni suo aspetto, bisogna inevitabilmente farlo a cavalcioni del proprio ferro. La manifestazione ha un unico punto che può essere considerato il cuore della festa, dato il numero di stand presenti e l’enorme affluenza di pubblico che si può trovare ad ogni ora del giorno, ed è l’Harley Village. Non mancano comunque un’infinità di altri luoghi, organizzati o improvvisati, dove poter festeggiare con amici vecchi e nuovi. C’è l’Arneitz Market, di fronte all’omonimo camping da cui prende il nome, una vasta area anch’essa ricca di stand dove vendono gadget, abbigliamento, accessori, ricambi nuovi ed usati. Ci sono inoltre, nei vari paesi limitrofi al lago, locali pubblici come pub e birrerie che per l’occasione sono aperti a qualsiasi ora, ed ognuno di essi assume l’aspetto di un piccolo motoraduno nel motoraduno. Durante gli spostamenti da un luogo ad un altro, non è difficile imbattersi in qualche situazione divertente animata da centauri più vivaci. Abbigliati in modo eccentrico e stravagante, danno vita a dalle gag fermando con l’ausilio di cartelli costruiti al momento gli stessi motociclisti che passano in quell’istante, chiedendo magari anche alle numerose donne motocicliste che popolano il raduno, di mostrare “qualche intima parte del corpo”, oppure a qualche biker più audace di esibirsi in spettacolari (quanto fuori legge) burnout, il tutto sotto gli sguardi divertiti delle persone che si trovano a passare di lì in quel momento, oppure che sostano ai lati della strada, spesso nell’aspettativa di vedere proprio situazioni spiritose come queste, o semplicemente in attesa di attraversare il nastro d’asfalto, operazione che richiedeva l’intervento del personale preposto, equipaggiato di palette luminose e gilet arancione rifrangente, a fermare il continuo via vai di moto. Quest’anno sono state magnanime anche le condizioni meteorologiche, che ci hanno regalato delle splendide giornate di sole, tanto da far apprezzare di più i primi giorni di settembre rispetto a quelli del mese estivo per eccellenza. Solo la sera si faceva sentire un po’ di freddo, il quale lo si poteva tranquillamente combattere con una felpa o con un maglione pesante per i più freddolosi. C’era anche chi continuava imperterrito indossando solamente la t-shirt, ma non ci è dato sapere quale fosse il suo segreto per non avvertire il calo della temperatura… L’ European Bike Week è un evento creato a misura di Bikers. Per tutta la durata del meeting i nostri occhi da centauri sono allietati dalla visione di migliaia di moto. Si respira aria di festa ai lati della strada, seduti al tavolino di un bar, mentre si passeggia tra gli stand. Quando a cavallo della nostra moto passiamo lungo la strada che costeggia il lago, ci si trova quasi immersi in un bagno di folla, e non è affatto inconsueto sentirsi dei protagonisti, sentirsi parte integrante di quello che è l’evento più importante dell’anno nell’ambito motociclistico europeo. Tant’è che in uno scorcio del panorama da cui si può intravedere la riva opposta del lago, salta all’occhio una gigantesca scritta, ovvero Harleywood che, non a caso, per disposizione e forma dei caratteri che la compongono, ricorda la leggendaria scritta della città di Hollywood. Probabilmente, proprio per la consapevolezza di partecipare ad un evento unico nel suo genere, nascono facilmente amicizie con motociclisti che sono a Faaker See per vivere a pieno la medesima passione. Persone che incontreremo l’anno prossimo, persone che incontreremo ad un altro motoraduno, persone che magari non incroceremo più nella nostra strada, ma che comunque in quei giorni sono lì con noi, in mezzo a noi, con il nostro stesso spirito e con la nostra stessa voglia di fare festa. Un motoraduno che è davvero in grado di regalare emozioni forti, ricordi indelebili. Peccato che questo avvenga una sola volta all’anno. Non ci resta che attendere la prossima edizione.

Testo e foto Fabio Ton
Articolo pubblicato su Bikers Life - mese di Novembre anno 2006 pag 38

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