Comunicato Stampa FIC - 30/03/2009
Ivrea, 30 marzo 2009
Comunicato importante
Oggetto: FIC-omologazioni-Tedesche
Buon giorno
sono il dott. Fabrizio Favre, Presidente della Federazione Italiana Customizer (FIC).
Vi scrivo la presente per metterVi al corrente di un procedimento molto importante per il mercato della personalizzazione italiano. Il 23 maggio del 2008, il dott. Rossi, ha attivato innanzi alla Commissione Europea un procedimento di denuncia contro la normativa italiana che regola l’omologazione e la certificazione dei veicoli. In Europa, infatti, vige il principio di libera circolazione delle merci e in Italia i componenti, sistemi e le entità tecniche omologati negli altri Paesi (Austria, Germania, Inghilterra, ecc.) non possono essere installati. Il procedimento ha come scopo primario, quello di legalizzare le omologazioni nazionali degli altri Paesi. Se si riuscirà a perseguire questo importante obiettivo, gli appassionati potranno acquistare i componenti (cerchioni, pedane, spoiler, ecc.) omologati negli altri Paesi della CE (es. TUV e DEKRA) ed installarli liberamente sul proprio veicolo (Auto o Moto). La FIC ha appoggiato questo progetto, sottoscrivendo la denuncia europea. La Commissione, però, ha bisogno di prove che dimostrino il mancato riconoscimento delle omologazioni (TUV e DEKRA) da parte dell’Italia, a questo proposito la Federazione ha attivato due procedure in Motorizzazione (FIC-Pilot) per fornire delle prove concrete. Abbiamo bisogno di ulteriori prove, lettere, documenti dei costruttori o della Motorizzazione da dove si evince che in Italia la personalizzazione non è consentita. A nome della Federazione Italiana Customizer sono, quindi, a chiederVi la pubblicazione del messaggio in allegato (riassunto o meno), nelle pagine della Vostra rivista o sul Vostro sito internet.
Vi invito, inoltre, a visitare il sito del dott. Rossi (www.giosuerossi.it/?page_id=203) per votare il sondaggio relativo alla Denuncia e all’oggetto della presente.
Distinti saluti
Il Presidente dott. Favre
www.federazioneitalianacustomizer.it
COMUNICATO DA TRASMETTERE:
Ivrea 31.03.2009
Da: dott. Fabrizio Favre
Presidente Federazione Italiana Customizer (F.I.C.)
www.federazioneitalianacustomizer.it
Oggetto: Richiesta di documentazione
comprovante l’impossibilità oggettiva di modifica.
Appello agli appassionati, alle aziende, alle riviste e alle associazioni di
categoria.
Il 23 maggio 2008, il dott. Giosuè Rossi, attuale collaboratore della
Federazione Italiana Customizer (FIC), ha attivato un procedimento di Denuncia
alla Commissione Europea. L’Italia nel non riconoscere le omologazioni nazionali
(es. TUV e DEKRA) rilasciate dai Paesi Europei (Germania, Austria, ecc.) viola
le disposizioni del diritto europeo che prevedono l’automatico riconoscimento
delle omologazioni e delle certificazioni dei prodotti. La Commissione ha
intrattenuto con dott. Rossi uno scambio di memorie ed ha interrogato per ben
due volte il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti. Il nostro Paese ha,
però, risposto alle domande dell’istituzione europea negando ogni addebito.
Secondo le risposte del Ministero, in Italia “si possono installare la maggior
parte dei componenti senza chiedere la visita e prova” e il nulla osta è
richiesto solo per pochissimi componenti (come ad es. l’impianto frenante).
Secondo l’interpretazione data dall’Italia non vi sarebbe, quindi, alcuna
lesione del diritto comunitario (a parte per i componenti per cui è richiesto il
nulla osta) perché i veicoli si potrebbero modificare con qualsiasi tipo di
componente, anche non omologato in uno Stato CE. L’interpretazione del
Ministero, però, è stata messa in discussione dalle prove e dai ragionamenti
giuridici contenuti nelle note del dott. Rossi e per questo l’incaricato della
procedura presso la Commissione non ha archiviato la pratica (che altrimenti
sarebbe decaduta come spesso accade). Il 02.02.2009, la FIC, ha sottoscritto la
Denuncia alla Commissione perché, se il procedimento andasse a buon fine,
obbligando l’Italia a riconoscere le omologazioni degli altri Paesi CE, le
aziende che producono componenti e gli installatori o i semplici appassionati
(SIA DI AUTO SIA DI MOTO), potrebbero sfruttare le omologazioni tedesche ed in
genere quelle europee, installando prodotti verificati e regolarmente
certificati. Non è un segreto, infatti, che la maggior parte dei produttori di
componenti in “after market” (europei ma anche italiani) per commercializzare i
loro prodotti in Europa, li omologa in Germania. La recente modifica
dell’articolo 75 del Codice della Strada, inoltre, rende ancor più attuale il
procedimento europeo sottoscritto dalla FIC, perché sotto le pressioni delle
istituzioni europee il Ministro dei trasporti potrebbe emanare (rapidamente) dei
Decreti che consentano l’installazione dei componenti omologati TUV e DEKRA. Il
23.03.2009, la Commissione ha richiesto al dott. Rossi e alla FIC (Com-PAG1 e
Com-PAG2), di presentare alla stessa dei documenti provenienti dalla
Motorizzazione, o in genere dalla pubblica amministrazione, che provino la
violazione del diritto comunitario. Più in particolare si fa riferimento a:
-documenti (come ad es. lettere della Motorizzazione) dove si obbliga chi ha
chiesto la trascrizione a libretto di un componente (omologato o no da un Paese
CE) a chiedere il nulla osta al costruttore del veicolo; -verbali di
contravvenzione delle Forze dell’Ordine (art. 78 CdS) irrogati a chi circolava
con un veicolo modificato (in particolar modo se i componenti erano omologati in
un Paese della CE). A questo proposito la FIC e il dott. Rossi, con la
collaborazione della Motorcycles Clinic (Basaldella-UD), hanno attivato due
procedure pilota (FIC-Pilot) presso un Ufficio della Motorizzazione Civile, per
provare come in Italia le omologazioni TUV e DEKRA non siano riconosciute.
Vista, però, la richiesta di prove da parte della Commissione, abbiamo bisogno
degli appassionati, della aziende, delle associazioni di categoria di: -auto;
-moto; -customizzazioni; -elaborazioni; -tuning. Il “popolo della
personalizzazione” deve unirsi in questo grande progetto che ci consentirà di
modificare i nostri veicoli (AUTO o MOTO) sfruttando le omologazioni d’oltralpe.
Per inviare alla Commissione un numero di documenti sufficienti a provare la
violazione del Trattato e quindi ad obbligare l’Italia a riconoscere le
omologazioni degli altri Paesi CE, abbiamo bisogno del sostegno degli
appassionati.
Inviateci[1] via e-mail, all’indirizzo:
favremotorcycle@inwind.it i
documenti indicati in precedenza, noi li inoltreremo immediatamente alla
Commissione.
Aspettiamo le vostre e-mail, la Vostra passione ha bisogno di Voi!
Distinti saluti
Pres. dott. Fabrizio Favre
[1] I documenti che saranno inoltrati alla FIC o ai suoi
collaboratori, ai sensi del D.lgs. 196 del 30.06.2003, non saranno trattati o
catalogati in apposite banche dati ma immediatamente inoltrati alla Commissione
Europea e successivamente cancellati o distrutti. Per prendere visione delle
procedure di trattamento dei dati personali della Commissione Europea si visiti
il sito dell’istituzione.

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