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67° Bike Week - Daytona (FL)Sono passate da qualche minuto le quattro del mattino di lunedì 3 Marzo, quando con Moreno Persello (Direttore di Bikers Life) e suo figlio Micke varchiamo le porte d'ingresso dell'aeroporto di Bologna. Ad attenderci circa 120 Bikers che hanno come noi prenotato il viaggio presso l'agenzia Millenium (http://www.bikertourist.com) con destinazione Daytona Beach in Florida. Ci aspettano molte ore di volo; quasi due per arrivare a Londra Gatwick, poi da lì quasi dieci ore prima di toccare il suolo ad Orlando. Il tempo passa comunque velocemente. Sappiamo quello che ci aspetta e l'euforia non ci fa spazientire. Stiamo andando alla 67esima edizione della Bike Week... cavoli, come non essere emozionati?! Per me le emozioni sono ancora più forti. Oltre all'meta del mio viaggio ad emozionarmi c'è il fatto che non ho mai preso un aereo in vita mia, non sono mai stato negli States, insomma... non sono mai andato così lontano da casa! Tutto nuovo! Così tra le chiacchiere, i racconti di chi ci è già stato (che non fanno altro che alimentare la mia voglia di arrivare) qualche sobbalzo ad alta quota, vediamo finalmente il segnale di allacciare le cinture, la voce del comandante del 777 della Britsh Airways ci comunica (in inglese) che stiamo per iniziare la manovra d'atterraggio. Guardo fuori dal finestrino: dall'alto scorgo i tetti delle abitazioni americane! Già un'emozione! Poco dopo siamo fermi in pista, pronti a mettere piede sul suolo statunitense; ovviamente non prima di aver superato i controlli di rito (impronte digitali, verifica del passaporto, fotografia per gli archivi della polizia, ecc). Una volta raggruppati tutti e var ripreso possesso dei nostri bagagli (fortunatamente senza intoppi per nessuno) ci portiamo agli sportelli della Alamo, agenzia presso la quale ci attendono le chiavi delle nostre auto a noleggio. Finchè Moreno attende il suo turno (non perchè abbia mandato avanti lui, semplicemente perchè l'auto era prenotata a nome suo) io non resisto ad oltrepassare le porte dell'aeroporto... quelle porte che mi dividono dal mettere a tutti gli effetti i miei piedi sul territorio americano. Nel momento in cui si aprono automaticamente le porte, vengo investito da una folata di caldo; non mi sembrava vero! Avevo lasciato in Italia un clima invernale, per trovarmi catapultato nel clima stupendo della Florida! Due taxi (uno arancione e uno giallo), l'autobus del parco di Disney World, un Ford F650 bianco adibito a bus sono le primissime cose che mi saltano all'occhio, sono indubbiamente negli States! Inizio a scattare le prime foto. Una volta riunito al gruppo a preso possesso delle nostre auto (per noi una Chrysler Sebring Cabrio) ci portiamo al nostro albergo di Orlando che ci ospiterà per una sola notte. Il giorno seguente la nostra prima meta è stata agli Universal Studio di Orlando, un posto stupendo e tante, tantissime cose da vedere e fotografare. Ricostruzione di scenografie, drive-in realizzati in stile anni 70 con auto d'epoca, personaggi in costume che impersonano Mariyn Monroe, i Blues Brothers, negozi di souvenir in tema con alcuni delle più celebri pellicole o personaggi dei films, insomma, non si sapeva dove guardare. Sempre all'interno degli Universal Studio (ci si può arrivare anche dall'esterno, senza pagare il biglietto d'ingresso agli Studios) c'è anche l'Hard Rock Cafe di Orlando. Un vero e proprio museo del Rock, grandissimo e bellissimo. Le ore però trascorrono veloci ed inesorabili e noi abbiamo ancora molto da vedere e visitare, per cui nelle prime ore del pomeriggio, dopo aver pranzato all'interno dell'Hard Rock Cafe, partiamo con destinazione Daytona che da Orlando dista poco più di un'ora di macchina. Anche per strada non smetto di avere la testa in continuo movimento. Mi giro a destra, a sinistra, in alto e in basso, fotografo i truck americani possenti ed enormi rispetto ai nostri camion, le case, la strada stessa, i cartelli delle strade... mi sentivo come un bambino nel paese dei balocchi. Tutto quello che fino a quel momento avevo visto solo nei film, lo stavo vedendo con i miei occhi. Arriviamo al nostro albergo, il Quality Inn Ocean Palms che si trova a Daytona Beach in riva all'oceano Atlantico. La stanza è accogliente, c'è anche la macchinetta per il caffè, il caffè americano, non il nostro... poco male però, dopo che lo si beve per un paio di giorni ci si fa la bocca. A tutti gli effetti è iniziata l'avventura d'oltre oceano. La Bike Week è un evento che coinvolge tutta la città di Daytona e l'immediata periferia. Il fulcro della festa è a Main Street. La strada principale di Daytona che per una settimana viene solcata da migliaia di motociclisti in sella alle loro special, alle loro moto "normali" o ai mezzi più strani e disparati che solitamente siamo abituati a vedere solo sulla carta stampata. I Bikers si sistemano ai lati della strada, con le moto parcheggiate sui marciapiedi e si mettono a guardare il continuo carosello di centauri. Tutti i bar della via sono gremiti, alcuni organizzano dei concerti, altri degli show bike, altri ancora qualche intrattenimento come Miss maglietta bagnata. Ce n'è per tutti i gusti e non c'è da stupirsi se capita di stringere la mano a preparatori di fama internazionale come a Russel Mitchell, presidente e fondatore della Exile Cycles o a Paul Cox (che assieme a Keino Sasaki hanno dato vita alla Indian Larry Legacy). Spostandosi da Main Street (anche di qualche decina di chilometri) non manca comunque la festa. Sono molti gli spazi dove sono stati allestiti stand e mercatini, alcuni di questi vicino a noti locali della zona come l'Iron Horse Saloon, il Last Resort o il Pub44, solo per citarne alcuni, dove non è difficile incontrare personaggi come Ice Cream Man From Hell. Alla Bike Week non c'è tempo per annoiarsi. Non c'è mai un momento in cui non si sappia cosa fare. Sono molti gli eventi organizzati per l'occasione da andare a visitare. Tra questi ci sono gli Show Bike diventati un cult come il Borderwalk, il Rats Hole o quello del Tropical Tattoo pieno zeppo di moto in stile Old School, ottime occasione per vedere da vicino delle special americane. Oltre ai vari eventi non ci si può comunque esimere dall'andare a visitare le concessionarie ufficiali HD di Daytona. Tra queste quella a New Smyrna di Bruce Rossmeyer e quella mastodontica (pensavo di essere entrato in un centro commerciale!) sempre di Rossmeyer a Destination Daytona. La Bike Week è anche un'ottima occasione per acquistare pezzi e ricambi per la propria Harley Davidson a prezzi decisamente molto convenienti. Una giornata va dedicata alla visita dell'International Speedway, il mitico circuito di Daytona che in occasione della Bike Week ospita all'esterno tutti gli stand di case ufficiali come Ducati, Buell, Suzuki, Yamaha, Kawsaki, ecc. Si ha inoltre la possibilità di visitare il "museo" NASCAR dove sono esposti trofei, coppe e auto che hanno segnato la storia delle gare NASCAR, tra questi da non perdere una fotografia all'impronta di Mario Andretti che nel 1971 correva nell'ovale con la sua Camaro. Le giornate trascorrono veloci, quasi non ci si accorge del tempo che passa e ci si trova da un giorno all'altro a fare i conti con i preparativi per la partenza. Non ci facciamo però mancare una visita a Bithlo (in periferia di Orlando) dove c'è il 15th Annual NHRA, ovvero gare di accelerazione con Top Dragster, Super-Stock e Super-Street. Si torna all'aeroporto, si restituisce l'auto e si cominciano i vari check-in. Sono già passate le 08PM quando l'aereo si stacca da terra e si scorgono le luci di Orlando "by night", un'immagine molto suggestiva che aiuta a sentire meno la malinconia della partenza. La mattina seguente siamo sui cieli di Londra... due atterraggi mancati a causa del mal tempo, dirottati a Birmingham, in autobus fino a Gatwick, una nottata all'Hilton di Londra pagata dalla British Airways, alle 8 del mattino seguente il nostro aereo decolla senza ulteriori problemi. Alle 11 siamo già a Bologna. E' la mattina del 11 Marzo. La nostra avventura è finita ma in noi sono vivi tutti i ricordi, le emozioni, le sensazioni della 67esima Bike Week. Avventura sicuramente da ripetere!
Testo e foto
Fabio Ton
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