Alleghe

Eccomi qui per scrivere il primo Reportage di un viaggio... Oddio, non e' un vero e proprio viaggio, ma una "gita fuori porta" che abbozzo tanto per dare il buon esempio a chi vorrebbe scrivere ma gli mancano le idee per iniziare. In questa rubrica potrete scrivere (inviandomi testo del vostro reportage, ed eventuali foto allegate, a mezzo e-mail) di viaggi, vacanze o anche solo di una giornata che a voi è particolarmente piaciuta e che volete condividere in rete, che lasci un "segno" insomma...! Ma veniamo a noi...

Sono le ore 09.30 del 28 Luglio 2004. Le moto sono fuori dal garage con il motore acceso, documenti... macchina fotografica... sigarette... soldi.... si, c'è tutto. Il tempo è ottimo, un bel cielo sereno... OK, si parte! La mia compagna di viaggio è con la sua moto, ha preso la patente da pochi giorni, ed è alla sua prima esperienza di "viaggio lungo"; decidiamo di andare a Sirmione sul Garda... Entriamo in autostrada e in automatico lei entra in panico! Errore mio... Non avevo considerato che la A4 in un giorno feriale è molto trafficata, soprattutto da TIR, e per una neo patenta con pochissima esperienza, non è di sicuro confortante! Quindi, entrati a PD-EST usciti a PD-OVEST, cambio di destinazione: si va ad Alleghe (BL) per strada normale, meglio rimandare l'esperienza dell'autostrada. Dall'uscita del casello ci dirigiamo in direzione di Castelfranco Veneto, da là avremmo dovuto prendere per Belluno... Ho detto "avremmo" perchè delle deviazioni ci hanno fatto girare come scemi... si, perchè prima si mette il cartello DEVIAZIONE e poi non si mette più nulla... Quindi se un malcapitato non è del posto si deve inventare la strada! Dopo quasi due ore che giriamo a vuoto (o quasi) ritrovo un cartello che indica Feltre! Finalmente! Passato Feltre inizia la montagna, e iniziano gli scenari che solo lei sa regalarci, e ovviamente iniziano anche le foto!  Così con la scusa di fermarci a fare qualche fotografia, ne approfittiamo per una sigaretta. Dopo aver fatto qualche scatto, e dopo esserci intossicati si riprende il viaggio. L'aria si fa meno "afosa", il caldo e l'umidità  della pianura diventano già  un ricordo. L'andatura affatto sostenuta, sia perchè correndo con quello scenario è bello ammirare ciò che ci circonda, sia per l'inesperienza della mia compagna di viaggio. Dopo quella malefica deviazione tutto va per il meglio. Alle 12.30 circa, arriviamo ad Alleghe, sosta per rabboccare i serbatoi, ma poi invece di fermarci decidiamo di continuare in direzione dei Serrai si Sottoguda, che si trovano sulla strada che porta al Lago Fedaia, ai piedi del ghiacciaio della Marmolada. Ci fermiamo a Sottoguda. Piccolissimo paesino che è composto più da negozi che da case. Negozi comunque molto particolari, di artigianato locale, sculture e opere in ferro battuto o in legno, negozi di souvenir pieni di folletti, gnomi e trolls, e un bar, nel quale ci fermiamo per una bibita e un caffè. Quando usciamo per risalire sulle nostre moto per tornare verso Alleghe, non possiamo fare a meno di notare quanto sia bello il paesaggio che ci circonda. A ricordarcelo non sono solo gli occhi, ma anche l'olfatto che ci fa sentire la purezza e la freschezza dell'aria che si respira in montagna, e poi l'udito, che percepisce suoni tipici della montagna, come il rumore dei campanacci attaccati al collo delle mucche, o rumori  che non ci sono... come il consueto frastuono causato dal traffico cittadino. In pochi minuti siamo  nuovamente ad Alleghe (tra i due paesi non ci sono molti chilometri di distanza e il traffico era quasi nullo). Passiamo prima per Saviner di Laste e poi per Caprile, altri due paesi tipicamente montani, dove nel primo, oltre le case degli abitanti e  un albergo, ci sono solo i negozi strettamente necessari, ovvero un fornaio e un alimentari che offre anche articoli di ferramenta, nel secondo (Caprile) invece i servizi offerti sono maggiori. Si trovano anche qui il fornaio e un alimentari, ma anche negozi di souvenir,  un'edicola, un tabaccaio, vendita sci e scarponi, frutta e verdura, abbigliamento, un benzinaio, un vero e proprio ferramenta (non come quello di Saviner) qualche bar (non gli ho contati...) e anche due alberghi. Il tutto comunque ben integrato in un contesto di "montagna", mai nemmeno per un momento si ha il ricordo della città , e questo non ci dispiace affatto! Ovviamente anche qui non ci siamo fatti scappare l'occasione di scattare un paio di fotografie: a un maso (vecchio edificio ristrutturato, che un tempo aveva la stalla al pian terreno, ora divenuto una splendida casa di montagna) e al Monte Pelmo, chiamato dagli abitanti  "il trono di Dio" grazie alla sua imponenza e alla sua forma che ricorda appunto un trono. Esaurita anche questa piccola sosta, destinata solo a memorizzare un paio di ricordi sulla scheda memoria della macchinetta digitale, si riprende il viaggio alla volta di Alleghe, ma si sa... Alle volte l'occhio cade su qualche particolare che ci attira, che nello specifico è una chiesetta di un paesino del quale non ricordo il nome, e che date le sue modestissime dimensioni non è riportato nemmeno sulla cartina stradale (se non forse in quelle militari) quindi, altra piccola tappa, altro scatto e poi si riparte. Finte le soste (se non quelle che faremo durante il ritorno a casa) arriviamo ad Alleghe! E' un paese ben più vasto rispetto a quelli menzionati in precedenza. Località  dell'Alto Agordino situata nel fondovalle del Cordèvole ad un'altitudine di 979 mt. La bellezza di questo posto deriva sicuramente dalla sua posizione particolarissima, stretta fra la parete nord della Civetta (3220 mt) e la sponda del lago di Alleghe (lungo 1400 mt e profondo 17 mt, ad un'altitudine di 966 mt). Questo particolare lago, si è formato nel Gennaio del 1771 in seguito ad una frana caduta dal monte Piz che ha creato una sorta di diga resa impermeabile grazie alla presenza di argille. Le acque del fiume Cordèvole riempiono poi il bacino contribuendo così a colmare il lago. Cito dal sito http://www.dolomiti.it/ita/zone/agordino/alleghe.htm: "L'11 gennaio 1771 un'enorme frana precipita dal Monte Spitz seppellendo tutto il fondovalle. L'oscurità era calata ormai da ore quando la montagna si mosse. Pochi secondi separano l'inizio del movimento franoso dall'mpatto sul fondovalle.......quando i monti all'intorno più non rimandarono l'eco del frastuono prodotto, tutto era già  compiuto: un manto di polvere bianca si espanse sul gravido silenzio della vallata, rotto solo dal rotolare degli ultimi assestamenti". Insomma le sorti di questo paese che 233 anni fa sembravano ormai irrimediabili, danno vita oggi ad una delle località  turistiche più belle dell'agordino. Anche qui, dopo qualche foto, dopo aver curiosato per i negozi del paese e dopo esserci mangiati un panino, abbiamo preso la strada per casa. Questa volta abbiamo evitato deviazioni, soste non ne abbiamo più fatte se non per fare benzina, la scheda memoria della macchinetta era ormai esaurita, e in poco più di due ore e mezza le nostre moto erano nuovamente in garage. Più di 400km in tutta la giornata, stanchi ma soddisfatti.

Fabio Ton